Schema Capriate Legno

Oltre ai tetti per abitazioni realizziamo anche coperture industriali per capannoni sia a travi in legno sia a travi in lamellare ove l’ampiezza della struttura lo richieda. Nel quarto ordine non troviamo più le paraste in legno ma una specchiatura ad intonaco all’interno di una cornicetta in stucco dorato; l’ordine si conclude nella parte superiore con degli angioletti poggianti su una mensola a voluta dorata.

La copertura è invece costituita da un sistema di capriate tipo Polonceau realizzate con profili industriali a sezione circolare.

Tale chiesa presenta una facciata con portale gotico, internamente con un’unica navata con tetto a capriate, conserva affreschi del XV- XVII secolo.

Quella delle scandole in legno è una tecnica molto antica, impiegata soprattutto in tetti con notevole pendenza.

Gli stessi percorsi sono da considerarsi delle zone filtro in quanto la separazione con i palchi sarà attuata mediante porte tagliafuoco REI 60, realizzate con pannellatura in legno simile a quella delle porte esistenti e dotate di tutti i requisiti richiesti dalle norme.

Rieti, Roma e Viterbo, la messa in opera di capriate per la ristrutturazione delle volte di chiese antiche.

Il forte richiamo alla tradizione costruttiva toscana (mattoni a vista, copertura in legno e laterizio) del piccolo padiglione di ingresso, unico elemento elevato sulla strada, lascia il posto, una volta all'interno, a soluzioni in cui il ruolo principale è assunto dalla carpenteria metallica, la cui utilizzazione in chiave strutturale non prescinde da una forte connotazione formale.

Le coperture potevano essere anche sorrette da capriate. La balconata del coro, posta sopra l’ingresso, e’ opera recente e risale alla meta’ degli anni ’50; la  precedente cantoria, andata distrutta, era in legno e mostrava un organo a canne ora perso.

Tale abbassamento, eseguito semplicemente eliminando le travi di estradosso delle capriate ha anullato l’originaria simmetria ed alterato lo schema dei carichi, rendendola diversa dalla sua funzionalità statica originale.

Fino al 1957 la chiesa era coperta da un tetto a falde inclinate su capriate in legno che sostenevano  una cotrosoffittatura a cassettonato con borchie indorate, risalenti al XVII secolo. E’ costituita da un’unica navata con tetto a capriate.

Ferri donava le Stazioni della Via Crucis in legno di Val Gardena, e una tela del Liberati raffigurante le anime del Purgatorio.

Nessuna sporgenza, abbaini sul tetto, padiglioni in corrispondenza delle entrate, disturbava l’uniformità delle superfici esterne, sottolineata anche dai serramenti montati sul filo esterno delle murature e dalla struttura in legno che delimitava le pareti intonacate.

Matthew’s was democratic only up to the approval of the schematic design.

L’interno di chiara impronta romanica è suddiviso in tre navate da colonne bombate con tetto a capriate.

II secondo piano ha più o meno lo stesso schema planimetrico del primo.

Questo è un altro aspetto fondamentale dei tetti in legno, il peso relativo non aggrava eccessivamente la struttura in muratura e l’ elasticità stessa del legno garantisce una resistenza superiore così da renderlo consigliabile in tutte le zone sismiche. Il palco, la cui struttura è in montanti e travi in legno, con pavimento a tavole (oggi sconnesse e coperte da moquette), aveva originariamente caratteristiche che in un certo modo lo rendevano maggiormente flessibile. Il tetto della sala è strutturato da una orditura principale in capriate e catene in legno con staffe di ancoraggio in ferro e da una orditura secondaria con travicelli, tavolato di legno e manto di copertura in tegole marsigliesi. La pavimentazione della platea sarà realizzata in parquet a listoni di legno, incollati su solaio in calcestruzzo con intercapedine.

La chiesa di fondazione aveva uno schema cruciforme con copertura a capriate e volte a botte nei transetti.

L’isolante utilizzato è scelto tra due materiali differenti, entrambi di origine naturale, fibra di legno e lana di roccia.

Nei passaggi voltati sotto il varco si possono notare grossi architravi in legno, inglobati nelle mura restaurate.

Alla apertura della parete sinistra, completamente vetrata, si oppone la totale chiusura della parete destra, costituita da una muro continuo in travertino grezzo, su cui sono collocati altri cimeli entro teche in legno e vetro. L’arco scenico su cui vi sono, nel lato sala, le decorazioni a stucco del de Lisio, è completamente a struttura lignea ed ha nel lato verso la scena una passerella, oggi non praticabile poichè le condizioni di sicurezza strutturali sono precarie anche a causa della eliminazione della ringhiera in legno che, per la sua conformazione a trave reticolare, di fatto contribuiva all’equilibrio statico della passerella e di tutto il boccascena. I tipi più comuni sono le capriate semplici, quelle alla Polenceau, e a shed, realizzate in forma di trave reticolare. XVII secolo, le capriate del tetto furono sostituite da arconi disposti trasversalmente secondo una tecnica diffusa dagli Aragonesi e la chiesa fu dotata di una piccola loggia. Pollaioli - luogo destinato nel XVII secolo ai venditori di pollame - conduce rapida verso l'area di Palazzo Ducale mentre altre vie, medioevali, si snodano parallele tra loro es ono collegate secondo l'antico schema urbanistico romano; una di esse, via Giustiniani, si apre nella piazza omonima; i Giustiniani, nobili nuovi del sec.

Il sottopalco con accesso esterno a piano terra, su uno slargo di via Marconi, comunica attraverso una scalletta in legno con la fossa orchestrale e con la zona camerini al piano superiore con una scala in muratura.

Contrada sono sistemati sia tra le due rampe della scala, all'interno di espositori in legno e vetro, sia alle pareti della saletta, a sua volta collegata tramite una breve scalinata alla grande sala delle assemblee.

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